Professione senza garanzie.

SCRIVE L’ON. MICHELE ANZALDI.
Ho ricevuto la lettera che segue da Angelo Troi, del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti (SIVeLP).
L’ho trovata non soltanto molto toccante, ma anche una denuncia alla quale credo che le istituzioni debbano dare assolutamente una risposta.
Non è accettabile che i giovani professionisti non abbiano alcuna tutela per la maternità, che le indennità arrivino quando ormai è troppo tardi.

Presenterò un’interrogazione al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al ministro del Welfare, Giuliano Poletti, per capire se, come e quando il Governo interverrà.
In queste settimane si è parlato molto di fertilità, di figli, anche a seguito della discussa e discutibile campagna del ministero della Salute: ecco un caso che fa entrare nel merito della questione più di qualsiasi campagna.

“Sono una giovane collega di 28 anni iscritta all’Ordine dei Veterinari. Questo è il mio terzo anno di lavoro come collaboratrice in strutture ambulatoriali veterinarie che si occupano di piccoli animali. Sono incinta, dovrei partorire fra 28 giorni come data presunta del parto. Dal 1 settembre non lavoro per questioni di salute, e quest’anno ho dovuto, per forza di cose, rallentare un po’ i miei ritmi lavorativi a causa della gravidanza, con conseguente riduzione del mio reddito. Vi scrivo per chiedervi un consiglio. Sono in questo momento oberata dal pagamento dei contributi e delle imposte di reddito sulla dichiarazione 2015. Ero in arretrato sia per il pagamento dell’ordine che per 3 mensilità dei contributi 2016. I soldi che guadagno, che essendo giovane collaboratrice ammontano a circa 600 o, nei periodi di maggiore attività, a 700 euro al mese, li uso per vivere. Non per comprare abiti firmati, o fare spese pazze, o uscire tutte le sere, ma per fare la spesa e contribuire alle spese di casa insieme a mio marito. Posticipavo continuamente i pagamenti per cercare di arrivare a fine mese con quei soldi da parte… a fine mese arrivo con circa 20 euro in conto. Capita che a fine mese delle volte non sposto la macchina perché non riesco a far la benzina fino all’accredito dello stipendio di mio marito. O che aspetto il suo stipendio per andare a fare gli esami del sangue non esenti dal ticket richiesti in gravidanza. Arrivata al punto di trovarmi 3 rate da 143 euro e i 180 euro dell’Ordine in arretrato, ho venduto dell’oro che mi è stato regalato a compleanni, comunioni, cresime e via dicendo, e ho pagato gli arretrati. Ora. la situazione si ripete, solo che a Settembre non ho proprio percepito un reddito, né lo percepirò ad Ottobre, Novembre, Dicembre e almeno Gennaio 2017. E mancano ancora le rate dei contributi che scadevano il 30 settembre e il 31 ottobre, ognuna da 143 euro, più le imposte di reddito del modello unico 2015 di circa 250 euro da versare entro metà ottobre e 178 euro da versare entro fine novembre. Non so come fare. Chiedo all’enpav l’indennità di maternità, che mi verrà pagata chissà quando nel 2017, poiché il bambino nasce dopo il 1 ottobre 2016. Ma ovviamente per averla devo essere in regola con i contributi. Mi chiedevo se ci fosse la possibilità di sospenderli, perché per me attualmente sono un salasso. Non vorrei disiscrivermi, perché conto, per forza di cose, di rientrare al lavoro molto presto. E non voglio chiedere per dignità personale i soldi a mia madre o ai miei suoceri, anche perché già ci aiutano con le spese di casa e dell’assicurazione della macchina, e ci stanno aiutando per quelle spese necessarie per il piccolo. In che modo posso essere tutelata da questo punto di vista? Al corso preparto ci hanno parlato dei diritti della mamma lavoratrice dipendente, e persino della mamma disoccupata. Entrambe le categorie in caso di maternità sono più tutelate di noi libere professioniste. Addirittura, una disoccupata accede a due assegni, uno comunale e uno statale, più il bonus bebé di Renzi, cosa che io non ho diritto ad avere per quanto riguarda i primi due, e per quanto riguarda il terzo, non so se con l’ISEE irrisorio che serve riesco ad ottenerlo. E la disoccupata non ha mai versato 1 euro allo Stato. Cosa devo fare?
Vi chiedo scusa se non mi iscrivo al sindacato prima di porvi questa domanda, ma come credo abbiate capito, anche quei soli 77 euro sono un problema per me.

Cordialmente.
(Lettera firmata)veterinaria


One thought on “Professione senza garanzie.

  1. Mi pare opportuno far rilevare che la drammatica difficoltà in cui versano molti colleghi, non solo giovani, è in buona parte dovuta alle pretese di quello stesso Ente che dovrebbe servire a tutelarci, l’ENPAV, e che invece esigendo dai suoi iscritti (peraltro obbligatoriamente) contributi non calcolati sul loro reddito effettivo, ma su un reddito virtuale, anche se di molto superiore a quello reale, in pratica opera uno strozzinaggio ai danni di chi abbia guadagnato poco, come è il caso della collega;
    aggiungiamo che non è prevista per l’iscritto in difficoltà nessuna reale agevolazione, dato che essendo stata revocata la possibilità di sospendere i contributi le uniche scelte che egli ha sono o accettare di sobbarcarsi rate di minimo 300 euro più interessi ogni 15 giorni -pari a minimo 600 euro al mese-più i contributi dell’annualità in corso, o subire la cancellazione dall’albo con conseguente impossibilità di guadagnare più neanche quel poco, rendendogli conseguentemente impossibile pagare : eppure basterebbe prevedere almeno una sostanziale riduzione per chi non raggiunge il reddito virtuale, magari con facoltà di versare in un momento successivo, quando la situazione sia migliorata, i contributi degli anni bui, in modo da mantenere un monte pensione adeguato, come avviene già nelle altre Casse; purtroppo sembra invece che la volontà dell’ente sia di operare una selezione per censo degli iscritti, espellendo i poveri e i soggetti in difficoltà anche temporanea
    il ritardo nella concessione del contributo di maternità (peraltro successivamente tassato come se si trattasse di un reddito da lavoro, a quanto mi risulta) è sicuramente un’aggravante ma non è la causa prima della difficoltà della collega, che infatti era già in ritardo coi pagamenti dei contributi dell’annualità precedente

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