Quanto costa il randagismo in Italia?

Il peso economico di un fenomeno che potrebbe non esistere

Venerdì 10 agosto 2018 – Le scene di esodo estivo verso le località di vacanza hanno purtroppo nel nostre Paese il triste corredo delle immagini di abbandono di animali domestici, che in quelle vacanze proprio non possono essere inclusi. Non è questo il momento peggiore per gli abbandoni, ma è quello in cui questa feroce abitudine è più evidente.

Un fenomeno inaccettabile che in più – sottolinea Angelo Troi, segretario nazionale Sivelp ha un costo notevole che grava su tutta la collettività. I cani abbandonati, quando non muoiono per incidenti, stenti o maltrattamenti, sono destinati a ingrossare i numeri del randagismo, ormai fuori controllo in Italia. Il Fondo per la tutela del benessere e per a lotta all’abbandono degli animali da compagnia, stabilito annualmente, consta solo per il 2017 di 297.000 euro. A questa cifra si devono aggiungere i costi sostenuti per il mantenimento dei canili sanitari, a carico del Ssn e quindi delle regioni, e dei canili rifugio, in carico invece ai comuni, per un totale di 1051 strutture, secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute. Per concludere, nella spesa pubblica causata dal randagismo vanno in parte aggiunti anche gli stipendi dei veterinari pubblici, che devono dedicare parte della loro attività alla cura di questi animali, che si aggirano per ciascun professionista intorno ai 100mila euro all’anno. Il randagismo DEVE essere risolto, non solo per motivi culturali ma anche economici, perché costituisce un costo gravosissimo per le casse pubbliche e in particolare della Salute pubblica, settore a cui il tema afferisce”.

Non è purtroppo possibile conoscere con esattezza il numero di cani e gatti abbandonati ogni anno, perché non esiste alcun modo per valutare il fenomeno, se non tramite le denunce che, secondo gli ultimi dati divulgati anche dalle Forze dell’Ordine, sono in crescita, insieme ai procedimenti penali che ne conseguono. Segno questo di un’aumentata sensibilità sul tema da parte dell’opinione pubblica, evidente anche dalle campagne contro l’abbandono, che costituisce un reato penale, punibile con l’arresto o con un’ammenda fino a 10.000 euro.


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