Politica. Farmaco veterinario “super-partes”

Farmaco veterinario super-partes tra i programmi in campagna elettorale. Il Movimento Animalista riporta “prezzi dei farmaci che a parità di molecola possono arrivare a dieci volte quelli per uso umano; obbligo ai veterinari di prescrivere sempre il farmaco per animali anche quando esiste una valida e meno costosa alternativa “umana” nell’elenco degli oneri che gravano sulle spalle dei proprietari di animali d’affezione, anche quando il loro reddito è basso”. Questa invece fu una proposta del PD Toscano sollecitare a Stato e Regione l’estensione della prescrizione medica del farmaco generico, con la sola specifica del principio attivo, anche in ambito veterinario: una scelta che consentirebbe un notevole risparmio per chi ha un animale.
Anche se -nemmeno per gli animali da compagnia- tutta la veterinaria punta a ridurre i costi e rendere più semplice l’accesso ai farmaci meno onerosi o legati a terapie più nuove, speriamo ancora una volta che l’interesse collettivo prevalga. Oltre ai tetti di spesa pubblica che si ripercuotono sulle Amministrazioni locali (che retribuiscono i canili), stanno emergendo anche una serie di problematiche per le specie animali con pochi farmaci registrati (es. animali esotici), sempre più diffuse. Un boomerang, perchè in questo caso diventa difficile fare terapie. Lo stesso dicasi per la cura di organi specifici (es. oftalmologia) che hanno ben pochi prodotti a disposizione, viste le esigue dimensioni del mercato. E dobbiamo chiederci se tanti slogan, per molecole di cui si cambia solo la confezione, sono scientificamente provati o rappresentano strategie di mercato.

Molti testi di terapia veterinaria hanno sempre riportato i principi attivi, senza entrare nel merito di uso umano o veterinario.

Forse occorre aprire gli occhi sui reali interessi (quali sponsorizzazioni e pubblicità), perchè la maggior parte dei farmaci veterinari più utilizzati è già specie-specifica. Abbiamo vaccini e antiparassitari, prodotti appetibili o da somministrare in maniera particolare, come spot-on o collari impregnati; chiediamoci se è utile creare ulteriori criticità per la nostra professione e costi di raccolta dati per il sistema sanitario.

E cominciamo a controllare se tutto quello che risulta su prontuari farmaceutici ufficiali è realmente acquistabile da chi ha in mano una ricetta, perchè troppi proprietari di pet si imbattono in farmaci irrintracciabili sul mercato, per evidenti e liberissimi interessi commerciali finora da nessuno messi in discussione.
Qui furono pubblicati molti programmi: un pro-memoria che ci aiuta a capire.

Angelo Troi – Segretario SIVeLP


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