I° Maggio: non-festa dei lavoratori con Partita Iva

La difficoltà di lavorare con partita IVA sta emergendo anche nell’opinione pubblica. Oggi l’autorevole giornalista Dario Di Vico scrive sul Corriere della Sera a proposito delle Partite Iva “muove la proposta che comincia a circolare di prevedere nuove norme che vadano nella direzione dell’equo compenso o dei minimi tariffari.”
Da tempo il Sindacato dei Veterinari Liberi Professionisti denuncia la crisi reddituale della Categoria con tanto di False Partite IVA sfruttate come dipendenti e usate come lavoratori autonomi, senza vincoli di sorta.
Un Collega ha lasciato l’Italia in questi giorni e questo è il suo saluto a SIVeLP:
“Vi ringrazio per tutto, in questi anni in cui ho lavorato in Italia. Grazie per l’assitenza, l’informazione e la risoluzione di dubbi in modo così gentile ed efficace, ogni volta in cui ne ho avuto bisogno. 
Se dovessi ritornare a lavorare come vet in Italia, siate sicuri che farò parte del vostro sindacato nuovamente. 
Nel frattempo in bocca al lupo per continuare a mantenere la dignità e il sostegno ai professionisti e alla professione veterinaria. Me ne vado sperando che un giorno i veterinari possano venire assunti veramente come lavoratori dipendenti e non continuare ad essere dipendenti nascosti dietro una partita iva (principale motivo per il quale ho abbandonato la professione in Italia).
Cordiali saluti.” (LETTERA FIRMATA) 

Un messaggio autentico da PRIMO MAGGIO!
Laureare costa a chi studia e a chi mantiene gli studi, cioè a tutti i cittadini.
Abbiamo pochi laureati e siamo penultimi in Europa, prima della sola Romania; dobbiamo chiederci se ha senso demolire in questo modo una parte della Società Civile. Orientiamo in direzioni sbagliate e nessuno risponde di dati occupazionali fasulli e redditi inesistenti. In altri Stati l’orientamento professionale errato è considerato una responsabilità di chi lo fornisce: sarebbe ora di farlo anche in Italia.

Dr. Angelo Troi – Segretario


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