L’Italia del “tutto gratis” (microchip compreso)

In Italia abbiamo da oltre 5 lustri una legge che obbliga all’anagrafe i proprietari di cani e ne offre l’opportunità a quelli dei gatti. Sarebbe una lotta al randagismo… ma funziona poco.
Immaginiamo per un attimo che -talvolta- qualche Comune regali agli automobiliti la targa dei veicoli (con relativo bollo auto), semmai le auto non fossero targate.

Migliorerebbe il registro automobilitico? Improbabile.

Questo è quello che propone un sindaco per i cani presenti sul territorio comunale: (dal quotidiano L’Arena)
Ovviamente per un primo cittadino gestire il randagismo è un problema, ma siamo prossimi ai tre decenni senza soluzione (legge 281 del 1991). Pensare di spostare la spesa dal comune al Sistema Sanitario Nazionale, significa approfittare della scarsa consapevolezza della maggior parte dei cittadini sul costo della veterinaria pubblica. Ricordiamo che, per le persone, la sanità impone ticket di base prossimi ai 30 Euro. Ebbene, questi sono i dati delle retribuzioni (da cliccare), cui vanno sommati i contributi previsti per legge, che portano i totali attorno ai 100 mila euro/anno per ciascun dipendente:
Un contributo all’oceano di spesa pubblica che continua a rendere difficile qualsiasi bilancio.

Vogliamo che i proprietari regolarizzino i pets?

Proviamo a immaginare un’imitazione del “bollo auto” per le sedi comunali, da togliere quando c’è la sterilizzazione e quindi scompare la piaga della riproduzione incontrollata. Con questi “contributi di solidarietà” si potrebbe pensare a interventi gratuiti per i meno abbienti. Forse il milione di randagi a carico delle amministrazioni locali si ridurrebbe; forse i cittadini smetterebbero di versare quattrini delle imposte per una piaga di queste dimensioni; forse la convivenza con quattrozampe-da-Centro-Europa sarebbe meno problematica.
Perchè per molti Paesi la soluzione c’è!
Senza pensare che a troppi soggetti il randagismo – in fondo, in fondo- parrebbe far comodo.

(APPROFONDIMENTI)

Angelo Troi – SIVeLP


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