La tutela degli animali e le regole della collettività

Considerazioni sul Codice per i diritti degli animali proposto dal Movimento animalista

Il Codice dei diritti degli animali, promosso da Michela Vittoria Brambilla, fondatrice e leader del Movimento animalista, propone iniziative non sostenibili per il Servizio Sanitario nazionale.

Si fa riferimento a una recente uscita pubblica del Movimento, durante la campagna elettorale nazionale in corso, ripresa da alcune testate giornalistiche, fra cui Corriere.it.

L’adozione di un animale da compagnia è frutto di una scelta e come tale deve essere gestita. La cura degli animali e l’assistenza sanitaria a loro rivolta rientrano nell’ambito della salute pubblica. Con l’istituzione di un servizio sanitario agevolato a favore dei proprietari in difficoltà economiche, proposto dal Codice, l’intervento per la cura o la sterilizzazione di un animale d’affezione sarebbe parzialmente o totalmente a carico dello Stato e i costi graverebbero su tutta la collettività, perché verrebbero coperti con le risorse della Sanità pubblica. Ma i fondi sanitari devono servire a tutelare la salute come fondamentale diritto della persona e garantire cure gratuite agli indigenti, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana. Il costo della prestazione quindi non può che essere a carico del privato. “Molte proposte contenute nel codice ci preoccupano – spiega Angelo Troi, segretario nazionale Sivelpperché se diventassero davvero realtà produrrebbero più danno che beneficio. L’abolizione degli allevamenti intensivi e il divieto di macellazione del coniglio riconosciuto come animale d’affezione, ad esempio, oltre a ostacolare l’accesso a fonti proteiche nobili e indispensabili per una vasta parte di popolazione che consuma carne, comporterebbe l’importazione di quelle stesse derrate dall’estero con perdita di posti di lavoro e danni all’economia nazionale”.

Il rispetto per i diritti degli animali parte da una giusta collocazione e gestione dei problemi inerenti la loro cura nel contesto più generale delle regole per tutta la collettività. La condanna di chi maltratta gli animali, uno dei principi ispiratori del documento e del programma, non può che essere condivisibile. Ma queste modalità propugnate per far rispettare i diritti degli animali, non sono difendibili.


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