Il procione Remigio, alieno pericoloso o vittima della burocrazia?

Un’autodenuncia per regolarizzare un orsetto lavatore si è trasformata nella motivazione del sequestro dell’animale. Il protagonista è Remigio, un “Procion lotor” che abita con la famiglia umana a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. Quando il ministero dell’Ambiente in estate ha diffuso l’invito a denunciare la detenzione di un animale o di una pianta di specie aliena invasiva, la famiglia di Remigio ha pensato, per senso civico, di aderire. Il procione, “spesso presentato come animale da compagnia”, dicono i proprietari Federica e Roberto Dametto, che l’hanno ricevuto in regalo nel 2016 e lo considerano un animale d’affezione, vive in una gabbia di 10×3,5×2 metri in giardino con “piscinetta in roccia dedicata, due tane incavate in un vecchio albero morto, una tana più spaziosa per l’inverno e un percorso a più livelli dove gioca volentieri”. E’ impossibilitato a fuggire ma è pur sempre inserito nella lista di animali “fuorilegge”: così hanno interpellato un veterinario per farsi assistere nella compilazione dei moduli e hanno proceduto con l’autodenuncia.

L’ORSETTO LAVATORE REMIGIO DESTINATO A UN CENTRO ATTREZZATO

Ma invece che servire da regolarizzazione e poter tenere l’orsetto lavatore a casa, come promesso sul sito del ministero (qui) e confermato dalla Asl e dal consulente veterinario, il documento ha prodotto la visita di sette tra funzionari Asl e carabinieri forestali Cites di Mestre, che hanno denunciato il proprietario di Remigio per detenzione di animale potenzialmente pericoloso per l’incolumità e la salute pubblica ai sensi di una legge precedente (DM del 19.04.1996: “Elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione”) e hanno fissato la data del sequestro. Era ieri, ma la famiglia non era in casa ed è slittata. Quando si ripresenteranno, Remigio verrà portato in un centro attrezzato per ospitarlo a Modena. Federica e Roberto sono preoccupati: “Non fa confidenza facilmente, per lui sarà uno shock affrontare il viaggio e finire in uno spazio mai visto prima”. “Temiamo che, una volta terminata la vicenda burocratica, Remigio torni a casa completamente cambiato”, hanno rivelato alla stampa locale.

AGGIORNAMENTO DELLE 23 – IL PUNTO DI VISTA DEL VETERINARIO

Le considerazioni di Angelo Troi, Medico veterinario e dr. in Scienze e tecnologie per l’Ambiente e la Natura, consulente della famiglia Dametto.
“Il caso del Procione Remigio regolarmente dichiarato come ‘esemplare vivo di specie esotica invasiva’, porta a delle considerazioni su come applicare la norma. La denuncia si riferisce infatti a ‘specie custodita’ e quindi gestita nel modo migliore per evitarne la fuga in ambiente selvatico. La stessa UE dice che ‘i proprietari di animali da compagnia tenuti a scopi non commerciali e appartenenti alle specie esotiche invasive che figurano nell’elenco dell’Unione sono autorizzati a tenerli fino alla fine della vita naturale degli animali…’ (Regolamento 1143/2014 art.31). Spostare un Procione in habitat diverso quando già presenta i primi segnali di ‘letargo’ non è certamente un modo per promuovere il suo benessere. Dal punto di vista veterinario, un Procione che si presenta in ottime condizioni e vive da anni isolato da altri esemplari probabilmente avrà minori possibilità di portare la rabbia di un aereo di vacanzieri che giunge in una città turistica! Ed in ogni caso potrebbe essere vaccinato. Il particolare nematode di questa specie (Baylisascaris procyonis) può essere trattato, ed altre patologie quali cimurro, acariasi ecc. non sono poi diverse da numerosi problemi sanitari potenziali degli animali domestici. Potremmo persino pensare di identificarlo con microchip ed evitarne la riproducibilità ma certamente le soluzioni che mantengono il desiderio dei proprietari di regolarizzarne la detenzione non ricadrebbero nel sequestro”. LINK


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