Cassazione: non c’è danno non patrimoniale per la perdita dell’animale d’affezione

Con Ordinanza n. 26770/2018 depositata il 23/10/2018, la Corte di Cassazione -VI Sez. civile- ribadisce il proprio convincimento: la perdita o il ferimento (come nel caso di cui alla citata pronuncia) di un animale d’affezione, a seguito di un fatto illecito (qual’è un sinistro stradale o altro fatto non voluto) non è riconducibile ad alcuna categoria di danno non patrimoniale risarcibile in quanto tale perdita non è qualificabile come danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente tutelata. Il principio già era stato evidenziato da Cass.civ. Sez. 3, 27/06/2007, n. 14846, sempre richiamando i valori costituzionalmente garantiti che non menzionano il rapporto uomo-animale.


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